Legislazione

Unione Europea

L’UE nel periodo 1992-1999 si è impegnata con il quinto programma di Azione per l’Ambiente in un sistema di controlli forti e per uno sviluppo durevole e sostenibile. Ha introdotto nuove misure e ha stabilito l’integrazione della politica ambientale in altre politiche. Questo programma ha fra i suoi obiettivi l’abbassamento dei livelli d’inquinamento in alcune aree, un aumento della legislazione ambientale fra gli stati membri, l’integrazione delle politiche ambientali nelle politiche sociali ed economiche. Inoltre si propone di rendere i cittadini maggiormente consapevoli e responsabili dei problemi ambientali. In questo contesto nasce il Sesto Programma di Azione per l’Ambiente che fissa gli obiettivi e le pianificazioni ambientali che faranno parte della strategia della Comunità Europea per lo sviluppo sostenibile. Questo programma si chiama “Europa 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” ed è la proposta di Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio che istituisce il programma comunitario di azione in materia di ambiente 2001-2010.

La relazione iniziale mette in evidenza l’importanza di un ambiente sano per diffondere fra i cittadini dell’Unione, prosperità, qualità della vita e tutela ambientale, aspetti minacciati dallo sviluppo economico e dall’aumento del benessere che mettono a dura prova le risorse del pianeta e vanno ad aumentare i problemi legati all’ambiente. La legislazione ambientale può tutelare il pianeta e può creare sbocchi economici, riuscendo così a sganciarsi dall’ottica ‘maggiore produzione, maggior inquinamento’.

Il documento pone l’attenzione su quattro aree di azione prioritaria:

  • Cambiamento climatico. Stabilizzare le concentrazioni atmosferiche di gas serra ad un livello che non generi variazioni innaturali del clima terrestre.
  • Natura e biodiversità. Proteggere e ripristinare il funzionamento dei sistemi naturali ed arrestare la perdita di biodiversità nell’UE e nel mondo; proteggere il suolo dall’erosione e dall’inquinamento.
  • Ambiente e salute. Ottenere una qualità dell’ambiente in virtù della quale il livello dei contaminanti di origine antropica, compresi i diversi tipi di radiazioni, non dia adito ad impatti a rischio significativo per la salute umana.
  • Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti. Garantire che il consumo delle risorse rinnovabili non superi la capacità di carico dell’ambiente; ottenere lo sganciamento dell’uso delle risorse dalla crescita economica mediante un significativo miglioramento dell’efficienza delle risorse, la de-materializzazione dell’economia e la prevenzione dei rifiuti.

Per attuare questo programma i paesi dell’Unione potranno chiedere programmi di finanziamento comunitari.

Sul piano internazionale sarà essenziale che le problematiche ambientali siano integrate in tutti gli aspetti delle relazioni esterne della comunità. Si darà sostegno alle convenzioni internazionali, soprattutto rispetto al cambiamento climatico, alle sostanze chimiche ed alla desertificazione.

Per sintetizzare si può dire che le azioni per il futuro sono:
“protezione e ripristino dei sistemi naturali, arresto della perdita di biodiversità nell’UE e a livello globale, protezione dei terreni dall’erosione e dall’inquinamento.”

 Accordi internazionali

1979 - Conferenza di Ginevra, nella quale si lancia un programma specifico sul clima e viene approvato un protocollo transnazionale sull’inquinamento atmosferico.

1992 - Convenzione sul cambiamento del clima (The United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC). Essa prevede la limitazione delle emissioni per il riscaldamento domestico e la prevenzione di ulteriori interferenze umane sul clima terrestre. Ciò per permettere una risposta naturale degli ecosistemi al cambiamento del clima.

1994 - Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la Desertificazione. L'obiettivo dichiarato della Convenzione è quello "…di combattere la desertificazione e mitigare gli effetti dell'aridità in nazioni che stanno soffrendo a causa di gravi siccità e/o desertificazioni, particolarmente in Africa...". Per raggiungere questo obiettivo la Convenzione prevede iniziative che coinvolgano la cooperazione internazionale ed un approccio associativo

1996 - Piano d’Azione Globale per la Conservazione e l’Uso Sostenibile delle Risorse Genetiche delle Piante per l’Alimentazione e l’Agricoltura, redatto a Leipzig (Germania) dalla Conferenza Tecnica Internazionale della FAO (Food Agricultural Organisation). Il piano si sviluppa in quattro aree d’interesse: conservazione in situ e sviluppo, conservazione ex situ, uso delle risorse genetiche vegetali e realizzazione di istituzioni e strutture.

1997 – Protocollo di Kyoto, redatto nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti (COP) sul clima, istituita nell'ambito della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC). Secondo il Protocollo nel periodo 2008-2012 le emissioni di gas serra delle nazioni industrializzate nel loro insieme dovranno decrescere del 5 per cento sotto i livelli del 1990 tramite l’utilizzo di fonti energetiche alternative

2005 - Nuova partnership dell'Asia e del Pacifico per lo sviluppo pulito e per il clima presentata a Vientiane (Laos) da USA, Australia, Cina, Giappone, Corea del Sud, India. L’accordo riguarda le emissioni di gas e le tecnologie alternative al Protocollo di Kyoto. I firmatari dell’accordo non prevedono di ridurre le emissioni ma si impegnano a sviluppare per il futuro fonti energetiche alternative.

 

Fonte:
- Minuto L., Casazza G. (2006). Conservazione della diversità vegetale – Attività ed iniziative in Liguria. Microart’s S.p.A., Recco (Ge).
- Alonzi A., Ercole S., Piccini C., 2006. La protezione delle specie della flora e della fauna selvatica:quadro di riferimento legislativo regionale. APAT Rapporti 75/2006. In http://www.apat.gov.it 
 


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